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La Chiesa di S. Maria Assunta - Barbaso

La Chiesa di S. Maria Assunta - Barbaso


Il 2006 è stato per la chiesa di Santa Maria Assunta di frazione Barbaso un anno particolarmente significativo. Il sacro edificio, uno dei più belli di Moncucco, venne infatti innalzato nel cuore della borgata a partire dal 1802 e terminato nel 1806. In occasione della festa dell'Assunta del 1806 la chiesa di Barbaso venne benedetta ed inaugurata, il 15 agosto prossimo ricorrerà pertanto il bicentenario della chiesa.
A Barbaso alla fine del XVIII secolo esistevano due chiese: una dedicata a San Defendente Martire Tebeo, l'altra dedicata all'Assunzione di Maria Vergine (sita quest'ultima nei pressi della strada che da Barbaso conduce a Rivalta in direzione Valgomio). Entrambe le chiese, vuoi per i tempi burrascosi della Rivoluzione Francese, vuoi per la mancanza di manutenzione, nel giro di pochi anni decaddero fino a divenire inservibili per il culto. Nel 1798 divenne parroco di Moncucco (nel cui distretto parrocchiale rientrava Barbaso) il buttiglierese Teologo Francesco Cottino il quale subito si mise a lavorare per dotare il paese di Moncucco di chiese comode anche per le borgate. Prima della cappella di frazione Borelli realizzata nel periodo1804-1807 e della parrocchiale di Moncucco costruita nel 1809-1811 è Barbaso che il Teol. Cottino vuole vedere servita da una chiesa propria.
Il 29 agosto del 1802 si svolge la cerimonia di posa della prima pietra, alla presenza oltre che del parroco Cottino del sacerdote vincenziano don Giuseppe Marsano di Mombello, uno dei più illustri predicatori dell'epoca, che si era ritirato nel paese natio dopo una lunga carriera che lo aveva visto impegnato anche a Roma presso il seminario degli Oratoriali di Montecitorio. Gli anni 1803-1805 furono dedicati ad innalzare la nuova struttura che potè essere solennemente benedetta il 15 agosto 1806, festa della Assunzione della Vergine.
La chiesa di Barbaso venne descritta dal parroco Cottino in tutti i suoi particolari in un interessante documento di alcuni anni successivo alla fondazione dell'edificio: «Questa chiesa è posta in mezzo del cantone detto di Barbasio alla distanza di un miglio dal luogo a cui non si arriva che dopo aver valicata una valle ed asceso il colle; fu tutta nuova fabbricata in sito dato per un tal fine, essa è rivolta a mezzodì in margine ad ampia strada che dà communicazione alle case componenti il piuttosto numeroso cantone. Essa è quadrilunga, col coro fatto di mezzottangolo, ha lo sternito di cotto. Le muraglie sono buone, è fatta a volta, ma il fondo infido, e che troppo obbedisce alle variazioni che è soggetto il terreno, onde talora si apre, e talora si chiude, si gonfia, o cede, fa sì che varie screpolature si manifestano nei muri, e nella volta talora maggiori, talora minori.
Dal corpo della chiesa si ascende con uno scalino al presbitero dove l'altare di cotto ad urna in buona forma con un gradino di cotto, e predella di legno si eleva isolato. Esso ha la sua pietra sacra in regola, tra i gradini che sostengono i candellieri trovasi il tabernacolo di legno ben lavorato foderato internamente da stoffa di lana rossa ben chiuso con chiave di ferro dorata (questo tabernacolo apparteneva altre volte ai RR. pp. Camaldolesi dell'Eremo di Torino fu regalato alla parrocchiale di Moncucco, e da questa alla capella di cui si parla allorché a Moncucco si collocò l'altar di marmo). Sopra il tabernacolo poi sta il baldacchino e l'immagine del crocifisso. Dietro all'altare si trova il coro ed un banco pei cantori; in alto sta appeso il quadro rappresentante l'Assunzione di M. SS.ma al Cielo in presenza degli Apostoli.
Nel corpo della chiesa dalla parte dell'Epistola in uno sfondato trovasi l'altare di S. Defendente Martire colla sua sacra pietra, predella di legno ed il quadro appeso al muro che rappresenta il martire Tebeo. In uno sfondato simile dalla parte opposta si è collocato un confessionale. Appesi ai muri attorno stanno i quadri della Via Crucis debitamente stabilita. I banchi della chiesa sono uniformi, e communi. La chiesa è ornata di lesene con capitelli, freggio, e corniccione; le finestre hanno le sue vetriate, e graticelle, la porta si chiude con sicurezza a chiave; evvi pure un rastrello di legno per lasciar aperta la porta ed introdurvi aria in chiesa nei giorni sereni senza pericolo di furti, poiché al dietro della chiesa verso terra sollevasi una umidità talora più talora men grande giusta le variazioni del tempo.
Dalla parte del Vangelo, e del presbitero per una porta che si chiude si entra nella sacrestia, dove in appositi armadii e guardarobe si custodiscono le suppellettili, vasi sacri, ed ornamenti varii. Illuminata a mezzogiorno da finestre con vetri, ferrata, e graticella. Da questa sacrestia si esce per una porta che dà nel cortile laterale della chiesa. La sacrestia è formata dalla muraglia laterale della chiesa, dalle muraglie anteriore, e posteriore, e da altra muraglia commune con una casa di pertinenza di me sottoscritto comprata al fine che possa servire d'abitazione al cappellano unita alle stanze che sono in costruzione sopra la sacrestia. La campana è posta sopra la chiesa in sito elevato affinché il suono possa farsi sentire dal cantone, ed adiacenze».
Pare significativo richiamare come il Teologo Cottino, in tempi difficilissimi di grande persecuzione per la Chiesa Cattolica, seppe intraprendere un'opera impegnativa e complessa come la costruzione di una nuova chiesa.

Gianpaolo Fassino