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Cascina Moglia

Cascina Moglia


Cascina Moglia è un caratteristico esempio di dimora rurale della zona, vi soggiornò per due anni come giovane garzone di campagna: San Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione Salesiana.

" Nel febbraio 1828, in uno dei periodi più critici per i gravi problemi economici e le tensioni con il fratello Antonio, mamma Margherita fa allontanare momentaneamente Giovannino (S. Giovanni Bosco) da casa. Lo accolgono i Moglia, che coltivano fertili terreni e abitano in una borgata ai confini tra Moncucco e Mombello.
Giovannino si conquista subito la stima di tutti. Dopo pochi giorni Dorotea Filippello di Castelnuovo, moglie di Luigi Moglia, gli affida la direzione del Rosario e delle preghiere della sera (che si recitavano di fronte ad un'immagine di Maria SS., conservata oggi ai Becchi nella casa di Giuseppe. Nell'autunno alla Moglia viene anche lo zio don Nicola, maestro comunale. Nei momenti liberi fa a Giovanni un pò di ripetizione per completare le conoscenze da lui acquisite alla scuola di Capriglio.
Giorgio, il figlio del padrone, gli si affeziona e lo segue ovunque. Don Bosco negli anni conserverà questa amicizia; lo inviterà più volte a pranzo all'Oratorio, e in autunno, gli porterà i suoi ragazzi.

Nella cascina si possono visitare l'antica stalla, il fienile, e la vigna dietro casa, dove Giovannino lavorò. La grande cucina di un tempo è oggi dimezzata, ma la stanza in cui egli dormiva con il piccolo Giorgio è rimasta intatta come allora. Nel cortile c'è un gelso centenario: è forse lo stesso all'ombra del quale il giovane garzone raccoglieva i fanciulli della borgata per il catechismo e i suoi racconti. Anche il pozzo e la cantina sono gli stessi. "


Tratto da "Qui è vissuto Don Bosco" di Aldo Giraudo e Giuseppe Biancardi
(Elledici, Leumann, 2004)