Descrizione
La fornace sita nel territorio del Castelnuovo Don Bosco, rappresenta un'importante testimonianza storica. Essa infatti è l'unico esempio di forno per la cottura dei gessi che si sia conservato in tutto il Monferrato. È un tipico esempio di archeologia industriale piemontese.
Era stata un motore dell’economia sulle colline tra Moncucco, Cocconato e Bagnasco dal 1500 fino alla metà del 1900, anche se all’inizio di questo secolo è poco più di una catapecchia pericolante.
Nel 2003 inizia la corsa a ostacoli per il salvataggio. Il proprietario concede al Comune di Castelnuovo Don Bosco il rudere in comodato gratuito per vent’anni. In cambio, il municipio si prende carico del restauro: 48.000 euro di spese in due lotti di lavoro. Ne arrivano 37.000 dalla Regione.
I lavori, eseguiti su progetto dell’architetto Marina Cappellino, terminano nel 2007; nelle intenzioni l’antica fornace dovrebbe essere una “porta” per il museo del gesso di Moncucco.
Subito dopo in restauro, si parla anche della possibilità di aprire sentieri per permettere la visita all’area estrattiva, almeno i pozzi più vicini.
La fornace, infatti, si trova a valle rispetto al percorso di crinale, ma esiste un collegamento tra questa e il sentiero di origine medievale, riconoscibile anche attraverso l'analisi di alcune carte storiche.
E’ uno straordinario monumento di epoca pre-industriale e, insieme ai pozzi ancora aperti, potrebbe diventare un percorso per i visitatori appassionati di cultura del gesso.
Ovviamente, i pozzi andrebbero prima ripuliti e rimessi in sicurezza e occorrerebbe aprire alcuni sentieri nel bosco.
Ma un vero progetto di valorizzazione, finora, non è venuto alla luce.