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ITINERARIO MARRONE - Cava di gesso, fornace di Bardella e polveriera



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Descrizione


  • lunghezza 21 km

  • dislivello 520 m in salita e in discesa


Dal fondo di piazza Statuto si prende via Carretto che offre subito, nei pressi dell’area attrezzata, una splendida panoramica sulle colline circostanti e la cava di gesso: si prosegue in via XXV Aprile e si raggiunge via Roma. Prestando attenzione al traffico veicolare, si percorre 1 km in direzione di Moriondo fino alla località San Martino. All’altezza del pilone omonimo e al muro di recinzione della cava di gesso, si imbocca la strada sterrata in discesa sulla sinistra (soprannominata “strada delle capre”) che scende al fondovalle e arriva ad un pilone votivo. Qui si scende a sinistra sulla strada asfaltata che proviene dalla frazione Borelli fino a dove incrocia la strada provinciale n. 16 Castelnuovo Don Bosco/Casalborgone all’altezza del Mulino Serra. Prestando nuovamente molto attenzione, si percorrono 1,5 km sulla provinciale in direzione di Castelnuovo fino alla frazione Bardella, un tempo meta rinomata di turismo termale per l’acqua che sgorgava dalla fonte solforosa (di fronte si trova l’omonimo ristorante).

Al termine della quale si trovava un’interessante fornace, restaurata nel 2007: l'unico esempio di fornace per la cottura dei gessi che si sia conservato in tutto il Monferrato


Si ritorna sui propri passi per salire a destra nel cuore delle case della frazione, si raggiunge il cosiddetto “Sentiero del Malvasia” che collega Castelnuovo Don Bosco con l’Abbazia di Vezzolano e si prosegue a destra. Mantenendosi poco sotto la cresta della collina, si arriva alle Ca ’d Lis e poi alla chiesa di San Michele, di epoca barocca, ma sorta sul sito di un edificio sicuramente precedente.


Si passa accanto ad un albero: uno straordinario esemplare di biancospino (Crataegus monogyna), di età secolare; questa pianta, dalla crescita lentissima, e che tutti conosciamo nella sua conformazione di arbusto, qui ha eccezionalmente assunto l’aspetto di un albero di alto fusto.


Si scende dalla cima della collinetta, si superano le Case Tarantino e si arriva ai piedi della piccola chiesa di Santa Maria di Cornareto, di origine romanica e restaurata nel 1984. Arrivati sul piccolo spiazzo dove si trova la chiesa, non possiamo non fermarci ad ammirare il panorama a 360°.


Scendendo dalla collina di Cornareto, il paesaggio si apre su un magnifico panorama di vigneti. Poco per volta la visuale si allarga sulla valle del Bardella e sulla collina che culmina nel Brich del Gallo a destra. Si raggiunge così la chiesa romanica di Sant’Eusebio, posta lungo la strada provinciale n. 16. Se ne percorre un brevissimo tratto, questa volta in direzione di Berzano San Pietro/Casalborgone, per svoltare subito a sinistra in strada della Gelosia che porta alla omonima cascina, nota per i meravigliosi campi di lavanda che attirano molti visitatori nei mesi di giugno e luglio. 


Si sale dalla sterrata fino a raggiungere il percorso n. 180 che proviene da Lovencito; superata Cascina Palazzotto, proseguendo diritti, si arriva in cima a una piccola salita, che è il punto più alto del tracciato: di qui la vista è particolarmente suggestiva, soprattutto nelle giornate terse che permettono un’ottima vista sulla canonica di Vezzolano.


Continuando si raggiunge un bivio in prossimità di bei filari di vite che si oltrepassa, proseguendo dritto, per congiungersi con il sentiero n. 172 che porta alla vicina cava di gesso di Fontamara. Si punta a sud verso Moriondo e in breve si arriva alla Big Bench n. 134, la “Panchina Gigante sul Bric”, realizzata su iniziativa della Cantina Agriturismo Cascina Bric.


La sterrata continua verso su un crinale, ma sul versante opposto rispetto a quello percorso in precedenza. Si raggiunge la località Briano, sito di un antico monastero; a questo punto, superato il bivio per Cascina Bric, si abbandona il percorso n. 180 che prosegue per Moriondo e, si svolta a destra e si giunge alla provinciale tra Moriondo e Moncucco, che si attraversa; pochi metri più a sinistra la si lascia e si segue la strada a destra verso Morlengo; percorsi circa duecento metri, si lascia questa strada e si prende, a destra, una carrareccia che porta alla frazione Moglia; il paesaggio è stupendo, con Moncucco sullo sfondo. In località Moglia si potrà apprezzare, oltre alla cappella di San Giacinto, la casa in cui soggiornò, dal febbraio 1828 al novembre 1829, come garzone agricoltore, Giovanni Bosco ancora giovinetto (il futuro Santo).


Il percorso scende tra le abitazioni verso il fondo valle del Rio Fontanelle, dove, pochi metri prima del rio, piega a destra per raggiungere il tracciato del percorso n. 171. Da questo punto, svoltando a sinistra e superando il rio, si incontra un bivio dal quale, a destra, si può raggiungere la frazione di Barbaso (375 m).


Arrivati ad una piccola rotonda, prestando attenzione al traffico veicolare, si percorre un breve tratto della provinciale a sinistra verso Moncucco per arrivare nel centro della borgata: si sale a sinistra dalla ripida Via Vittime di Bologna, seguendo le indicazioni per l’Agriturismo Cascina di Maggio, che si supera, per raggiungere il panoramico bivio detto “della Madonna” (congiunzione con il percorso n. 170).


Dopo una breve salita si arriva ad incrociare la strada comunale Rivalta-San Giorgio, lasciando la frazione Rivalta a destra, dopo circa 300 metri in salita, si giunge al crinale della collina, seguendo il percorso n. 170.


Proseguendo lungo un tratto panoramico in falsopiano per circa 1,5 Km si incrociano in sequenza le cascine San Michele (ora location per eventi e matrimonio), Mongiovetto e Castellazzo, che sorge ai piedi di un piccolo cocuzzolo che pare fosse l’antico sito del castello dei Vergnano di San Giorgio (427 m), fino a raggiungere il “Pilon ‘d la Capletta”, dove si intersecano i percorsi n. 146, n. 170 e n. 174.


Da qui si scende sul sentiero a destra, si attraversa il Rio Fontanelle e poi si svolta nuovamente a destra in una strada sterrata leggermente in salita (percorso n. 145) che si percorre per circa 2 km, costeggiata per un tratto dai capannoni della vecchia polveriera e poi dal parco della Cascina Nuova fino a raggiungere nuovamente la strada comunale Rivalta-San Giorgio.


Prestando attenzione al traffico veicolare si percorre la strada asfaltata in salita che riporta a Moncucco, raggiungendo l’abitato all’altezza della chiesa di San Bernardino; da qui, percorrendo via Roma, si ritorna al luogo di partenza.




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